"Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello"

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Dal mix delle professionalità e di esperienze della sociolinguista Vera Gheno e del filosofo e giornalista Bruno Mastroianni nasce “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello”, un manuale "per insegnare i social nelle scuole", come afferma Stefano Bartezzaghi nella prefazione. Il commento del responsabile relazioni esterne Ferpi, Filippo Nani, che l'ha letto a pochi giorni dall'uscita nelle librerie.

Non so se, come scrive nella fascetta Stefano Bartezzaghi, il nuovo libro di Vera Gheno e Bruno Mastroianni, diventerà il manuale per insegnare i social nelle scuole, certo è che il lavoro dei due autori è una lettura che impegna in prima persona e chiama all’appello ognuno di noi, sia come utenti della rete che come operatori della comunicazione.

In un’epoca in cui le immagini contano più di mille parole i due autori richiamano il valore del linguaggio, delle parole appunto. Perché “stare sui social network è essenzialmente comunicare, e al centro della comunicazione ci sono le parole”. E non potrebbe essere altrimenti da una sociolinguista, come Vera Gheno, e un filosofo giornalista come Bruno Mastroianni. Il mix delle due professionalità e la loro capacità di raccontare l’evolversi delle discussioni nella rete, soprattutto perché “ci abitano” da più di vent’anni, fanno del libro “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello” una lettura stimolante, ricca di spunti e riflessioni utili non solo ad un utente qualsiasi ma anche a noi comunicatori di professione, costretti a interrogarsi ogni giorno sulla reazione più corretta di fronte ad un post critico, un tweet sarcastico, o altro.

Certo, fare i conti con “l’invasione degli imbecilli”, come diceva Umberto Eco, è cosa assai ardua. E infatti richiede una buona dose di sangue freddo e capacità di controllo. Ognuno di noi, nella sua presenza sui social, si trova ad affrontare commenti e opinioni spesso e volentieri dissenzienti. Il che non sarebbe certo un elemento negativo, il fatto è che spesso questi commenti e opinioni sono espressi in modo rude se non violento. Le scelte sono essenzialmente due: o elimini amicizie perché non condividi le loro opinioni (confesso), oppure accetti la sfida di Gheno e Mastroianni e provi ad ingaggiare con questi un dialogo costruttivo, o comunque ad essere più tollerante.

Ma soprattutto, sostengono i due autori, ognuno di noi può e deve fare qualcosa per contribuire alla “alfabetizzazione digitale” al pari di un Maestro Manzi, anzi, come moderni “contadini digitali” che intendono la rete come occasione per curare contenuti e far crescere relazioni.

In fondo, quello che chiedono i due autori a ciascuno di noi, è parte integrante del nostro essere relatori pubblici: la capacità di ascoltare, prima di tutto. Che non è certo un compito facile in una società iperconessa, in cui le informazioni ci piovono addosso costantemente da quell’aggeggio infernale che ciascuno di noi tiene sempre vicino a sé come una protesi del proprio corpo.

Il libro è ricco di aneddoti e storie relative alle distorsioni della rete, epic fail, fake news, passando per tutte le categorie di hater (sempre utile il glossario pubblicato alla fine del libro). Una giungla di stimoli e trabocchetti di fronte ai quali il lavoro dei due autori offre un’ampia e documentata guida per districarsi.

In particolare, gli autori ci invitano ad essere padroni delle informazioni che diffondiamo, a scegliere con cura le piattaforme nelle quali “vivere la nostra vita digitale”, con l’accortezza che ormai non esiste quasi più differenza tra la nostra vita online e quella offline. E in fondo è questo il punto, “per imparare come, quanto, per cosa stare in rete occorrono fatica e costanza, impegno e sudore”, ricordano gli autori. “Essere inseriti in una o più reti sociali (online e offline) è la condizione più propria di noi esseri umani. La rete di relazioni condiziona le nostre scelte attraverso le diverse modalità che si sono cristallizzate, ma è anche vero l’opposto: la rete è a sua volta modificata dal modo di comportarsi e di costruire le relazioni da parte di ognuno nei suoi modi”. Per questo Vera Gheno e Bruno Mastroianni alla fine tornano a chiedere a ciascuno di noi un impegno a fare la differenza, coltivando la rete come dei moderni “contadini digitali”.

Vera Gheno e Bruno Mastroianni, autori di libri di successo sulla rete e i comportamenti online, per la prima volta mettono assieme le loro competenze – e a me piace pensare che questo connubio sia nato sotto la stella di una passata edizione di InspiringPR – per sistematizzare anni di esperienze e conoscenze acquisite. Ma alla fin fine, per dare a tutti noi un consiglio semplice ma purtroppo mai scontato: per stare in rete occorre tenere il cervello acceso. Sempre.

Edi Florian

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