Le potenzialità dei podcast

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Sono sempre di più aziende, istituzioni e professionisti che si affacciano al settore dell’audio online. In Italia chi ha saputo sfruttare le sue potenzialità fin dall’inizio sono soprattutto i professionisti privati, ma sicuramente dopo questo periodo di emergenza molti altri guarderanno al podcast con occhi diversi. L'analisi di Sara Bassi

La graduale digitalizzazione della radio ha portato alla creazione di un nuovo formato: il podcast. Si tratta di un contenuto dal carattere radiofonico, ma nato per il digitale, disponibile tramite la rete per essere scaricato e ascoltato in completa autonomia. Sebbene sia stato inventato intorno al 2004, il suo successo arriva più tardi, verso il 2013-2014. E negli ultimi anni sta crescendo sempre di più.

Anche in Italia sta aumentando il pubblico di questi contenuti, tanto che lo scorso dicembre Ipsos decide di iniziare a rilevare annualmente lo stato di questo nuovo settore. Con la prima ricerca 2019 si inizia a capire la portata del fenomeno: 7milioni di ascoltatori al mese, il 26% della popolazione italiana tra i 16 e i 60 anni. La maggior parte li ascolta mentre è a casa e sta facendo altre attività o durante gli spostamenti, in automobile o sui mezzi pubblici. Ma, tutti, cercano contenuti di qualità.

Gli argomenti dei podcast sono tra i più disparati: news, inchieste, approfondimenti di settore, intrattenimento e anche formazione. La forza di questo formato, oltre alla libertà assoluta di fruizione, sta anche nella relazione che instaura con l’ascoltatore. Ha ereditato, infatti, le migliori qualità della radio, dal carattere intimo alla sua capacità di fidelizzare l’ascoltatore.

Tutte queste caratteristiche interessanti non sono passate inosservate. Aziende, istituzioni e molti professionisti privati si sono affidati al formato del podcast per iniziare un tipo di comunicazione diverso dal solito. È notevole l’esempio di Elica SpA, azienda multinazionale del settore delle cappe da cucina, che ha realizzato una serie di podcast per rimanere vicino ai propri dipendenti durante il periodo dell’emergenza. Nelle diverse puntate vengono intervistati dirigenti e manager per parlare di diversi aspetti aziendali e tenere aggiornati i dipendenti sui cambiamenti dovuti all’emergenza.

Per aiutare i ragazzi che affronteranno la maturità e hanno dovuto studiare buona parte del programma da soli, il Miur in collaborazione con Treccani Rai Radio3 ha realizzato “Maturadio”. Una serie di lezioni su argomenti di dieci discipline differenti, per un totale che va oltre le 250 puntate. I testi sono stati realizzati da docenti, esperti e scrittori e sono stati letti da attori che avevano già esperienza con gli audiolibri.

Il genere formativo è cavalcato anche da numerosi liberi professionisti che tramite il podcast diffondono i loro contenuti, diventando talvolta delle ‘celebrità’ di settore. Tra loro molti esperti di marketing e del mondo digitale, ma anche avvocati, dentisti, consulenti energetici e sommelier, solo per citarne alcuni.

La Corte costituzionale, invece, ha lanciato da qualche giorno il progetto di creare una libreria di podcast dedicati alla Repubblica e alla Costituzione. Gli appuntamenti vedranno protagonisti i giudici costituzionali e la prima puntata è inaugurata proprio dalla presidente Marta Cartabia, già disponibile online.

Infine, le peculiarità di questo formato hanno attirato anche l’attenzione dei brand, che sempre di più investono in pubblicità. Sponsorizzazioni o contributi alla realizzazione delle puntate permettono loro di inserirsi in una maniera meno invasiva e arrivare all’ascoltatore più naturalmente. Spesso tramite la voce stessa dello speaker.

Il mercato dei podcast da qualche tempo è in forte crescita in molti paesi occidentali. In Italia chi ha saputo sfruttare le sue potenzialità fin dall’inizio sono soprattutto i professionisti privati, ma sicuramente dopo questo periodo di emergenza molti altri guarderanno al podcast con occhi diversi, pensando a come poter utilizzare questo tipo di formato.

Tratto da www.ferpi.it

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